OPT-OUT: è cosa fatta per il registro delle opposizioni al telemarketing
luglio 12th, 2010 Pubblicato in Privacy | 1 Commento »Già. Pare che ci siamo. Dopo molti tentennamenti e dubbi anche da parte del Garante Privacy (vedi relazione 2009), il Governo ha approvato uno schema di regolamento per la gestione del registro delle opposizioni al trattamento di dati personali a fini di telemarketing.
Che roba è?
In pratica, chi vorrà evitare di ricevere tediose telefonate da parte di televenditori, dovrà iscriversi ad un registro che dovrà essere attivato entro 90 giorni, comunicando il proprio diniego a ricevere siffatte comunicazioni commerciali.
La cosa, in pratica, ribalta il concetto sin qui in uso del consenso espresso “a priori” sull’elenco telefonico. Infatti, fino ad ora, chi prestava il proprio consenso “preventivo” a ricevere telefonate commerciali lo aveva comunicato al gestore dell’elenco telefonico il quale provvedeva a stampare una cornetta a fianco del nominativo segnalando così il consenso concesso. A breve, ovvero appena sarà pubblicata la nuova norma in Gazzetta Ufficiale, sarà vero il contrario. Chi non vorrà ricevere telefonate di televendita dovrà preoccuparsi di registrare i propri recapiti telefonici presso questo “registro”. Quindi sarà di nuovo aperta la “caccia libera”, soprattutto nei confronti di coloro che ignari della nuova norma o non avvezzi alla moderna tecnologia (quanti pensionati sapranno come inviare una mail od un fax all’ufficio che si occupa di registrare i dinieghi?) non avranno provveduto ad effettuare questa comunicazione.
Non va meglio per le aziende di telemarketing, obbligate a verificare periodicamente, ed a pagamento, se fra i nominativi dei proprio contatti vi siano alcuni che abbiano espresso il proprio diniego.
Beh, aspettiamo con ansia di leggere il regolamento. Vedremo se i 90 giorni previsti per l’entrata in funzione del nuovo registro saranno davvero sufficienti per indire una gara d’appalto, assegnare gli incarichi, provvedere alle infrastrutture ed al personale, ecc…
In tutto questo, il Garante Privacy starà a guardare, non essendo previsto, a quanto pare, un suo ruolo attivo nella vicenda. Potrà intervenire solo a posteriori, vietando trattamenti o comminando sanzioni.
Speriamo che non si risolva tutto nel solito pastrocchio, ma i dubbi, in realtà, ci sono.
Link al comunicato stampa del Consiglio dei Ministri
Link al testo del regolamento sottoposto al senato
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